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Dopo cinquantotto giorni di quarantena e il progressivo allentamento delle disposizioni statali, Chiara Moretti prova a tirare le somme analizzando il ruolo attribuito alla responsabilità del singolo nella gestione dell'emergenza Covid-19.Dietro questo tipo di approccio è infatti possibile individuare una strategia precisa che, facendo leva sul senso di colpa e individualizzando la pandemia, tende a oscurare gli errori e l'urgenza di una risposta istituzionale sistemica e complessa. Il senso della colpa raccoglie e organizza le dichiarazioni, i dati, le tendenze e i comportamenti che si sono susseguiti in Italia a partire da marzo 2020, compiendo l'audace sforzo di spianare la strada a un pensiero concreto che renda questo periodo "buono da pensare", perché "il futuro è un elemento dell'immaginario sociale".
Chiara Moretti ha conseguito il dottorato di ricerca in Sociologia e Scienze Umane presso l'Università di Strasburgo, in co-tutela con l'Università di Perugia. Membro della Società Italiana di Antropologia Medica (SIAM), della Società Italiana di Antropologia Applicata (SIAA) e della European Association of Social Anthropologists (EASA), ha svolto ricerche in antropologia medica focalizzate sulle condizioni dolorose croniche complesse, sulle quali ha scritto e pubblicato diversi articoli e monografie, tra le quali Il dolore illegittimo. Un'etnografia della sindrome fibromialgica, Edizioni ETS, 2009. Fa parte del gruppo "Storie virali" - tribuna di riflessione critica sull'attuale crisi connessa al Covid-19 ospitata su Atlante Treccani.